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Investire all’estero: le nuove norme stabilite dall’Ue

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Al fine di regolamentare e controllare gli investimenti esteri, che ormai sono all’ordine del giorno, soprattutto in quei paesi come Russia e Cina, il Consiglio Ue, ha definitivamente approvato il regolamento che riguarda nuove norme, al fine di controllare nell’ambito della sicurezza e dell’ordine pubblico, questi nuovi investimenti.

Nonostante Gran Bretagna e Italia si siano astenute, queste nuove norme sono state approvate da tutti gli altri paesi membri.

È stato lo stesso Consiglio a rendere nota la notizia, sottolineando però che per la prima volta, l’Ue ha deciso di dotarsi di un quadro generale, mentre i principali partener commerciali, hanno già messo in atto norme del genere.

In base ai dati europei, alla fine del 2017, l’Ue ha ricevuto circa 6.300 miliardi di euro in investimenti diretti esteri.

In particolare, Stati Uniti, con 2200 miliardi di euro e Svizzera, con 800 miliardi di euro, sono tra i più grandi investitori.

Numerosi sono dunque i timori da parte di tanti paesi europei come l’Austria, che hanno visto aumentare gli investimenti da parte di aziende italiane che si sono rivolte al noto portale Invest in Austria , che in settori quali trasporto ed energia, hanno visto l’avvento di investimenti cinesi e russi.

Russia e Cina, così come Giappone, Stati Uniti ed Australia, nella loro legislazione, si basano su un sistema di monitoraggio degli investimenti esteri diretti.

Come affermato dal ministro del commercio e dell’industria rumeno, Stefan-Radu Oprea: «l’Ue è e rimarrà uno dei luoghi più aperti al mondo in cui investire. Le nuove norme per il controllo degli investimenti assicureranno che l’apertura vada di pari passo con la protezione adeguata delle nostre attività strategiche».

Astensione Italia: la critica del Pd

L’anstensione da parte dell’Italia, ha provocato non poche critiche soprattutto da parte dell’eurodeputata del PD, Isabella De Monte, che ha sottolineato quanto il governo Conte, abbia dimostrato di essere sovranista solo a parole dal momento che non tutela gli asset strategici dalle mire di cinesi e russi.

Nello specifico, ha affermato che: «si tratta di un fatto grave, che lascia basiti. Si può capire la posizione del Regno Unito, pronto alla Brexit, ma non quella del nostro Paese, che evidentemente oggi ha dimostrato di essere particolarmente sensibile allo strapotere delle potenze straniere».

Norme di protezione degli investimenti

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Obiettivo principale dell’Ue resta quello di proteggere le attività strategiche insieme ad una maggior apertura da parte degli investitori al mercato interno.

Questo nuovo regolamento stabilisce la creazione di un sistema di cooperazione tra la Commissione e i vari Stati membri, al fine di scambiarsi informazioni ed esprimere tutte le varie perplessità circa gli investimenti da parte di un Paese che non fa parte dell’Unione europea.

Inoltre, ciascun Stato Membro avrà la facoltà di esaminare e anche bloccare eventuali investimenti esteri diretti per motivi inerenti ordine pubblico e sicurezza, così come, rimarrà invariata la decisione di mantenere ed istituire meccanismi di controllo nazionale da parte degli Stati membri.