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Come funziona il credito su pegno e quando conviene

Quello degli investimenti è un settore sempre in continuo divenire, con nuovi metodi ed iniziative volte a monetizzare.

Nello specifico, in questi ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di credito su pegno anche se in molti ignorano ancora di cosa si tratti e quando è conveniente applicarlo.

Per chi necessita di liquidità immediata e non sa come far fronte a determinate spese urgenti e impreviste, allora la soluzione può essere rappresentata proprio dal credito su pegno.

Non è una forma di finanziamento come molti erroneamente possono pensare, ma si tratta di una garanzia per mezzo della quale il richiedente cede un bene in cambio di un capitale in denaro.

Credito su pegno: come funziona e le caratteristiche

Vediamo come funziona esattamente.

Il soggetto richiedente decide di cedere un proprio bene, che può essere un gioiello, un diamante, un orologio oppure impegnare oro e in base al valore commerciale che verrà stimato, l’Istituto di credito consegnerà il capitale stabilito.

Il bene (il pegno) fungerà da garanzia in modo che in caso di insolvenza, l’oggetto verrà messo all’asta.

Il credito su pegno ha:

  • una durata minima che va dai 6 mesi fino ad un massimo di 3 anni;
  • in caso di mancata restituzione del capitale concordato, il bene verrà messo all’asta per poi venderlo e riscuotere la somma di denaro.

Quali sono i requisiti per poter impegnare il bene

Per questa forma di prestito (se così possiamo definirla) il credito su pegno non necessita di una busta paga o di un reddito dimostrabile come invece accade quando si vuole richiedere un finanziamento vero e proprio in banca.

Basta essere in possesso del bene, esserne titolare e il gioco è fatto.

Inoltre, non è richiesto un garante, l’unico requisito che bisogna possedere è esibire la documentazione che comprova di essere il proprietario del bene.

Credito su pegno cosa c’è da sapere

Naturalmente non ci sono soltanto vantaggi per chi decide di ricorrere a tale soluzione.

Quando si vuole optare per questa scelta è bene sapere che:

  • le spese accessorie sono sempre a carico del richiedente;
  • il tasso di interesse non è variabile, ma è sempre fisso;
  • sussiste la possibilità di riscatto anticipato.

In quest’ultimo punto è doveroso sottolineare un aspetto: anche se il richiedente desidera estinguere tutto il debito anticipatamente, dovrà non solo presentare in avanti tutto il capitale concordato ma dovrà pagare anche gli interessi non maturati, concordati ugualmente per tutto il termine del contratto.

Purtroppo, chi non può ricorrere a nessun’altra forma di prestito o finanziamento, questa è l’unica soluzione da considerare, anche perché trovandosi nella condizione di cattivo pagatore o di soggetto protestato è chiaro che nessun Istituto di credito potrà concedere capitale.

Però esiste una forma per evitare di incorrere in qualche truffa, ovvero rivolgendosi ad un’agenzia seria e certificata di compro oro, che potrà valutare i propri oggetti di valore e si potrà ottenere quanto serve per far fronte a qualsiasi forma di imprevisto.

Il denaro si riceverà immediatamente senza aggravarlo da inutili costi e tasse ulteriori.

A questo punto la domanda nasce spontanea: meglio impegnare l’oro o venderlo?

Alla luce di quanto detto, senz’altro la soluzione ottimale per tutti è quella di vendere i propri oggetti in oro e non metterli a garanzia.