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Cessione del quinto in caso di licenziamento, cosa fare?

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Hai bisogno di un prestito e vorresti optare per la cessione del quinto? Se sei stato licenziato potresti incontrare degli ostacoli sul tuo percorso. Molte banche e società finanziarie non concedono prestiti con cessione del quinto in caso di licenziamento. Per questo, prima di ritrovarti di fronte a un eventuale rifiuto è necessario che tu acquisisca tutte le informazioni necessarie e le possibili soluzioni del caso.

Cessione del quinto in caso di licenziamento: come comportarsi in caso di rifiuto

Quando chiedi un prestito con la cessione del quinto, ci sono diverse situazioni che possono derivare da un eventuale licenziamento. In questo caso, l’istituto di credito può chiedere rimborso della cessione del quinto. Se hai un debito residuo più alto del TFR accantonato, la tua posizione sarà quella di “debitore” rispetto alla società che ha erogato il prestito e quindi sarai tenuto a pagare la quota restante mediante bonifico.

Diverso è il caso in cui il debito residuo è più basso del TFR accantonato. In tale situazione, la società di assicurazione mette in atto un pignoramento di una quota dello stipendio.

Cessione del quinto in caso di licenziamento: le garanzie a tutela dei datori di lavoro

Con questa forma di prestito è necessaria una polizza assicurativa sulla vita per recuperare i debiti dei lavoratori rimasti disoccupati. A tutti i dipendenti può capitare di perdere il lavoro, per svariati motivi: dal fallimento dell’azienda alle dimissioni volontarie. Grazie a una copertura assicurativa è possibile evitare l’insolvenza di un debito con cessione del quinto.

Un’altra forma di garanzia per i datori di lavoro è il Trattamento di fine rapporto, una quota accantonata che può essere usata per pagare il debito in caso di perdita del lavoro da parte del dipendente, prima dell’estinzione del prestito.

Se hai perso il lavoro e allo stesso tempo hai smesso di pagare le rate, nel momento in cui trovi una nuova occupazione come lavoratore dipendenti sei obbligato a pagare alla società di assicurazione la quota che essa ha corrisposto alla finanziaria.

Quando sottoscrivi un contratto di prestito con cessione del quinto, si viene a creare un rapporto che coinvolge quattro soggetti:

  • Istituto di credito
  • Assicurazione
  • Richiedente
  • Datore di lavoro del richiedente.

Le parti coinvolte entrano in relazione tra loro poiché nel momento in cui il richiedente viene licenziato, si crea una situazione non sempre facile da gestire. I motivi che provocano la cessazione del rapporto di lavoro dipendente possono creare diverse conseguenze riguardanti l’estinzione del debito. In ogni caso, quando un lavoratore ha in corso un prestito con cessione del quinto, tocca al datore di lavoro accantonare l’importo necessario a coprire l’impegno sottoscritto con la società creditrice.

Nel momento in cui il licenziamento avviene per “giusta causa”, l’assicurazione può non coprire l’assicurato e questo provoca conseguenze negative per l’istituto di credito che, di conseguenza, si trova a dover registrare una perdita.

Licenziamento per fallimento attività e cessione del quinto

Se hai sottoscritto un prestito con cessione del quinto ma sei stato licenziato per il fallimento dell’azienda di cui eri dipendente, è necessario rivolgerti all’assicurazione. In questo caso, infatti, essa dovrà occuparsi della copertura del debito residuo.

Tutto ciò è possibile soltanto se hai stipulato un contratto di assicurazione rischio impiego. Mentre per quanto riguarda il datore di lavoro, esso viene segnalato come “cattivo pagatore” alle Centrali Rischi Finanziari, eventualità che potrebbe compromettere le sue future richieste di credito.

Quindi è molto importante, nel momento in cui sottoscrivi un prestito con cessione del quinto, firmare anche una polizza assicurativa. Tuttavia, ci sono delle specifiche circostanze in cui la società assicuratrice può non coprire la quota rimanente. Ecco quali sono:

  • Quando le insolvenze avvengono da parte di dipendenti che hanno ricevuto una segnalazione alle CRIF (Centrali Rischi Finanziari)
  • Nelle situazioni in cui l’assicurazione può rivalersi sul dipendente insoluto per il pagamento della quota versata
  • Nella condizione in cui il disoccupato che ha trovato un nuovo lavoro deve risarcire l’assicurazione per la quota che essa ha versato in precedenza
  • Nel caso in cui il lavoratore è stato segnalato come “cattivo pagatore” e quindi sono molto basse le probabilità che egli possa ottenere un prestito in futuro.

Alla luce di queste situazioni, prima di optare per un prestito con cessione del quinto è bene che tu valuti tutte le condizioni senza sottovalutare nessun fattore di giudizio.

Se hai altri dubbi è bene che tu approfondisca il discorso, leggendo altre risorse come quelle che trovi all’interno di prestitisenzabusta.it, unb sito dedicato a cessione del quinto e prestiti senza busta paga.

In questo modo, potrai procedere con tranquillità nella richiesta e nel successivo pagamento del prestito.